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Psicoterapeuta
Psicologa clinica e dello sviluppo

Esercito la professione privata a Milano e online. Ricevo adulti e adolescenti accompagnandoli nella risoluzione di un’ampia gamma di disturbi psicologici

Aree di intervento

Le aree di intervento psicologico di cui mi occupo sono elencate di seguito. L’elenco è incompleto e non esaustivo. Può capitare infatti di riconoscersi in una o più categorie. L’essere umano è un’entità complessa che può mostrare un buon funzionamento in alcune aree insieme a piccoli o grandi disagi in un altro ambito della sua vita.

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Tecniche

Trauma

La stretta correlazione tra mente e corpo, tra psiche e fisiologia, appare evidente nei casi di trauma che “segnano” le vite e le anime delle persone che ne hanno subiti.

Mindfulness

“Mindfulness significa prestare attenzione con una modalità particolare: con intenzione, nel momento presente e in modo non giudicante”: le parole di Jon Kabat-Zinn sono le migliori per dare una definizione di Mindfulness.

Emdr

EMDR è l’acronimo di Eye Movement Desensitisation and Reprocessing ed è uno degli efficaci strumenti presenti nella cassetta degli attrezzi di un bravo terapeuta, che lo utilizza – in particolare -quando occorre trattare i disturbi legati a traumi e nei pazienti con Disturbo Post Traumatico da Stress.

Terapia Online

La psicoterapia online è un metodo consolidato e efficace, come dimostrano numerose ricerche scientifiche. Da anni seguo online persone con storie e vissuti diversi che per esigenze o per scelta prediligono questo tipo di terapia

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Domande più frequenti

La figura dello PSICOLOGO, che se anche PSICOTERAPEUTA indubbiamente possiede una conoscenza del funzionamento della mente ancora più specifica e approfondita rispetto al primo, è quella di uno specialista a cui potersi rivolgere in una molteplicità di situazioni.

Ad esempio:

durante il ciclo di vita è facile incorrere in fasi critiche, in momenti di difficoltà, disagio o sofferenza;

esistono fasi di cambiamento e momenti in cui la persona si sente disorientata e perde i punti di riferimento canonici e si trova a dover prendere decisioni importanti e occorre ripristinare gli equilibri per poter ritornare a stare bene;

quando si avverte un disturbo psicofisico che sembra compromettere la routine di vita del paziente o quando occorre affrontare un momento/evento stressante o traumatico della propria vita;

quando emerge la percezione nella persona che alcuni blocchi interiori la costringano a rinunciare ad aspetti importanti della propria vita;

in caso di traumi, antichi o recenti, che impediscono di vivere serenamente il presente;

in caso di separazioni o lutti;

In caso di paure, pensieri disturbanti, convinzioni auto svalutanti, scarsa autostima, disturbi del sonno e talvolta manifestazioni somatiche (dermatiti, eczemi, psoriasi, reflusso gastroesofageo etc. laddove sia stata esclusa una patologia fisica previa visita medica specialistica);

quando si ha la motivazione di conoscere e approfondire le ragioni profonde del proprio malessere;

per migliorare la qualità della propria vita, per diventare più consapevoli, o per la prima volta consapevoli, delle proprie risorse interne, presenti senza dubbio in ciascun individuo;

per migliorare la propria salute e accrescere il proprio benessere psicofisico;

per migliorare le proprie competenze cognitive, affettive, comportamentali nei vari ambiti della vita (relazionale e di coppia, professionale, sportiva, etc.).

 

“Quando la tempesta sarà finita, probabilmente non saprai neanche tu come hai fatto ad attraversarla e ad uscirne vivo. Anzi, non sarai neanche sicuro se sia finita per davvero. Ma su un punto non c’è dubbio. Ed è che tu, uscito da quel vento, non sarai lo stesso che rientrato”.

 (cit. H. Murakami)

 

In quanto professionista della salute mentale sono dotata di molta empatia ma non sono una maga e non posso prevedere, aprioristicamente e senza conoscere la persona che si rivolge a me, quale sarà la durata del percorso psicoterapeutico: sono molti i fattori che solitamente tengo in considerazione prima di essere in grado di stabilire come procedere, così come sono molte le variabili che influiscono via via sulla durata del processo di miglioramento fino alla guarigione dal sintomo : ogni persona è da considerarsi unica ed è caratterizzata da proprie specificità e peculiarità che si inseriscono in un contesto di vita altrettanto singolare che la riguarda.

È mia prassi incontrare i pazienti la prima volta e spiegare loro che per quanto io possa essere competente sono pur sempre un essere umano e che quindi, come in tutte le relazioni (sebbene in questo caso si tratti di una relazione terapeutica, pur sempre di relazione si parla) posso piacere o non piacere “a pelle”. Quindi come procedo? Dico loro che ci diamo il tempo di due o tre incontri per comprendere se loro, indubbiamente più di me, durante le prime sedute sentono di potersi fidare e affidare, se si sentono compresi e a loro agio e in tal caso, se la loro valutazione risulta positiva, li prendo in carico e si sancisce l’inizio del percorso.

In caso contrario sarebbe mia premura fornire ai pazienti altri nominativi di colleghi di fiducia che possano fare al caso loro e aiutarli dunque più di quanto non sia in grado io: intravedrei in questo  passaggio un atto di correttezza morale e deontologica verso la persona che ha bisogno di cura.

 

Dopo l’inizio della terapia, sulla base della conoscenza e consapevolezza che il paziente ha di sé, della sua storia di vita e sulla base dei problemi che lo affliggono e, parallelamente a me, con le mie competenze e tecniche, incluso il bagaglio di esperienza clinica che messo insieme negli anni, possiamo congiuntamente confrontarci sulla decisione di come impostare il trattamento più opportuno da intraprendere, la sua sua durata e la sua frequenza.

A tal proposito, ci sono momenti durante la terapia in cui ritengo opportuno per il paziente intensificare la frequenza perché emergono vissuti dolorosi profondi che meritano più ascolto, attenzione e cura rispetto ad altri meno intensi, così come in altre fasi del percorso posso valutare più produttivo ed efficiente per il paziente la diluizione degli incontri quindi gli chiedo il consenso di allungare i tempi tra una seduta e l’altra.

 

Anche in questo caso sono molte le variabili che devono essere tenute in considerazione, ad esempio, e in primis la possibilità economica della persona, il tipo di lavoro o la durata e frequenza delle sedute.

Preferisco sempre incontrare la persona in presenza e parlare nel dettaglio durante i primi colloqui di quale potrà essere la variabile economica da sostenere.

Fino ad un tetto massimo equivalente a euro 15.493,71all’anno le spese sostenute per le sedute psicologiche o psicoterapeutiche, purché appositamente documentate, posso essere detratte dal paziente al capitolo “spese mediche e sanitarie”.

È compito del terapeuta rilasciare apposita parcella attestante l’importo della tariffa della seduta, i propri dati fiscali e quelli di iscrizione all’Albo degli Psicologi.

Dal 1° Gennaio 2020 le spese sanitarie con professionisti privati sono detraibili solo se viene effettuato un pagamento tracciabile (bonifico, assegno, POS, etc.).

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